Ospedale Regina Margherita

In relazione all’ intervista dell’ aspirante Sindaco Rosario Ansaldo Patti sulla legittima esigenza di ripristinare alcuni servizi fondamentali all’ interno dell’ ospedale “Regina Margherita”, nel cui bacino di utenza compreso tra il Viale Boccetta e il Viale Annunziata si contano centodiecimila anime, confinato da anni in uno stato di deplorevole e colpevole abbandono,
il sottoscritto Calogero Centofanti condividendo la scelta dell’ex consigliere, ricorda come in alcune fasi della battaglia perché l’ antico nosocomio di viale della Libertà non venisse soppresso sia rimasto solo anche per l’ assenza di alcune forze politiche, che in occasione della visita del Ministro Sirchia a Messina, hanno dimostrato scarsa sensibilità verso il diritto alla salute e non risulterebbe prima di ora alcun concreto impegno, nei confronti del glorioso Margherita, se non la ostinata determinazione del sottoscritto perché la struttura intitolata alla regina Margherita, venga restituita alla sua funzione primaria, anche con l’ istituzione di un pronto soccorso generale ed alcuni reparti strettamente connessi alla cure dell’ emergenze.

Salviamo l' Ospedale Regina Margherita

Alcuni anni fa in occasione della visita dell’ ex Ministro della Salute Prof. Girolamo Sirchia, da semplice consigliere comunale ed in maniera solitaria, perché nessuno si era associato alla protesta dal sottoscritto inscenata nel salotto della giunta a Palazzo Zanca contro la soppressione dell’ ospedale “ Regina Margherita”, l’ illustre uomo di governo aveva assicurato di concertare con la Regione Sicilia un fattivo interessamento, teso a restituire all’ antico nosocomio del viale della libertà una sua decorosa funzione.
A distanza di qualche lustro gli edifici, alcuni dei quali restaurati poco prima della chiusura, sono diventati non solo teatro di sistematiche irruzioni vandaliche ma anche vergognoso bivacco per tanti “fratelli” privi di coscienza, di un qualsiasi principio di razionalità e di educazione civica.
Dinanzi a tale colpevole indifferenza, ricordando che ne Palermo nè Catania hanno mai smantellato o ridotto attività dei diversi presidi ospedalieri presenti su loro territorio, il sottoscritto Calogero Centofanti che ha raccolto ben 10.000 firme per impedirne la chiusura, e in modo da garantire ai residenti del vasto bacino di utenza tra Boccetta ed Annunziata il diritto alla salute, propone alle autorità competenti di rimettere in sicurezza lo stabile, cercando attraverso un ampia cooperazione tra i diversi settori della sanità pubblica ed eventualmente dei privati, una soluzione che possa ripristinare nel glorioso complesso ospedaliero una sua feconda missione al servizio del malato, magari istituendo una facoltà di medicina riservata agli studenti. Forse per quest’ ultima ipotesi si potrebbe contare sull’ aiuto della comunità europea per progetti a consistente integrazione socio-scientifica.
Non è piu’ possibile tollerare che quel grande nosocomio sia avvolto nel degrado proprio perché non lo merita nè la sensibilità della Regina Margherita nè le affinate intelligenze che si sono alternate nei diversi decenni, in quelle corsie a dispensare amabile sollievo ai pazienti ed i primi rudimenti della scienza ai novelli medici.